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Inquinamento domestico: cos’è e come evitarlo

Pubblichiamo oggi con grande piacere un articolo di Giulia*, che ci parla di come proteggerci dall’inquinamento domestico.

Nell’immaginario  comune ci si aspetta che l’inquinamento si presenti sotto forma di grandi fumi grigi che escono da una fabbrica o di pezzi di plastica sparsi in giro per il mare. Ci si aspetta che sia evidente, che puzzi e che sia brutto. Eppure l’inquinamento può originare e presentarsi anche in posti inaspettati, quasi invisibile, nei luoghi strettamente personali, quali le mura di casa nostra, dove ci sentiamo più sicuri e protetti.

Parliamo dell’inquinamento domestico, che danneggia noi e il pianeta. Secondo un rapporto dell’Agenzia Ambientale Statunitense (EPA), ad esempio, l’aria di casa può essere tra le 2 e le 5 volte più inquinata dell’aria esterna.

I rischi che l’inquinamento domestico può portare alla nostra salute includono asma, polmoniti e tumori all’apparato respiratorio ma anche avvelenamenti accidentali e allergie. Inoltre l’inquinamento prodotto in casa e rilasciato nell’ambiente può danneggiare le falde acquifere e peggiorare la qualità dell’aria, uno studio recente ha riscontrato che i prodotti per la pulizia contribuiscono all’inquinamento dell’aria urbana tanto quanto i tubi di scappamento dei veicoli nel traffico. Insomma, un fenomeno da non sottovalutare e che è necessario conoscere per poterlo evitare.

Cause e origini dell’inquinamento domestico

L’inquinamento domestico può scaturire dagli apparati domestici, dagli oggetti e dai prodotti che utilizziamo quotidianamente. Possiamo ricondurre l’inquinamento domestico a due componenti: la contaminazione dell’aria e dell’acqua.

Inquinamento domestico dell’aria

Quando si parla di inquinamento domestico, in genere ci si riferisce soprattutto alla contaminazione dell’aria. I contaminanti in questo caso possono entrare nelle nostre case dall’esterno o essere creati all’interno delle nostre abitazioni, solitamente poi contribuendo anche alla contaminazione dell’aria esterna.

Crediti foto: Charlie Solorzano su Unsplash.

Una lista delle principali componenti di inquinamento dell’aria domestica secondo l’Agenzia per l’Ambiente degli Stati Uniti include tra le altre:

  • Monossido di carbonio: un gas tossico proveniente principalmente dai tubi di scarico dei veicoli
  • Formaldeide: un agente irritante e cancerogene presente in materiale di costruzione ma anche in alcuni prodotti per la casa
  • Diossido di azoto: un gas tossico e irritante proveniente dalle esalazioni di fornelli a gas, o stufe a kerosene
  • Pesticidi: utilizzati per le piante, irritanti per occhi e pelle ma anche causa di malattie croniche dietro esposizioni prolungate
  • Particolato: sostanze sospese nell’aria originate da processi di combustione. Caminetti, stufe, candele, fumo di tabacco e fornelli da cucina, possono esserne fonti. Se inalati possono depositarsi nei polmoni causando problemi di diversa gravità.
  • Composti organici volatili (COV): ovvero i componenti derivati dalla combustione o presenti in derivati dal petrolio, in materie plastiche e gomme sintetiche. I COV vengono rilasciati sotto forma di gas, da pitture, solventi, colle e rivestimenti; dai prodotti per il corpo, quali smalti per le unghie, shampoo; ma anche dai prodotti per la casa o per il lavaggio a secco.

Potrebbe venire naturale chiedersi perché venga permesso che questi componenti facciano parte dei prodotti che usiamo o delle pratiche tradizionali per cucinare o riscaldare casa.

REACH e’ il regolamento dell’Unione Europea (UE) che limita l’utilizzo delle sostanze chimiche e che obbliga i produttori a fornire prove circa la non dannosità delle materie prime utilizzate. Ciò nonostante, dalla sua entrata in vigore nel 2006 REACH ha finora potuto classificare e limitare l’uso di una piccola parte degli oltre 100,000 prodotti chimici attualmente in uso in Europa e non avrebbe ancora il controllo sui prodotti importati fuori dall’UE.

Pertanto, nonostante REACH rappresenti una protezione al consumatore superiore rispetto ad altri Paesi non-UE che hanno leggi meno stringenti, è comunque necessario adottare alcuni accorgimenti per migliorare la qualità dell’aria nelle nostre case.

Inquinamento domestico dell’acqua

L’inquinamento domestico dell’acqua è meno conosciuto e si riferisce soprattutto alla contaminazione che avviene dentro le mura di casa, disperdendosi nell’ambiente attraverso gli scarichi.

Esistono 3 tipi di inquinamento delle acque: quello civile (dagli scarichi urbani), quello industriale e quello agro-zootecnico (dall’agricoltura).

Di questi 3 noi abbiamo il completo controllo sull’inquinamento civile, e proprio su questo punto vogliamo focalizzarci. L’inquinamento civile delle acque deriva principalmente dai liquami urbani che a loro volta possono essere di origine organica o  chimica, come nel caso dei prodotti utilizzati per l’igiene della persona e per la pulizia della casa.

Tutte queste sostanze si riversano attraverso gli scarichi domestici nei corsi d’acqua superficiali, eventualmente arrivando al mare e infiltrandosi nelle falde acquifere.

I rifiuti chimici perlopiù di origine sintetica sono di difficile smaltimento e la loro crescente presenza mette a dura prova la capacità di autodepurazione degli ecosistemi, compromettendo la qualità dell’acqua.

Tra le principali fonti di inquinamento civile dell’acqua possiamo includere:

  • I prodotti di pulizia per la casa e per il corpo: alcuni di questi prodotti possono inoltre contenere microplastiche come alcuni esfolianti per la pelle, queste microplastiche hanno ulteriori ripercussioni sulla  fauna marina. Queste sostanze possono potenzialmente rientrare in casa nostra, magari su un bel piatto di pesce fresco appena pescato.
  • Gli olii esausti da cucina riversati nel lavandino  causano danni ambientali enormi, basti pensare che un kg di olio esausto può’ arrivare a contaminare una superficie di 1000 metri quadrati andando ad inquinare le falde acquifere, rendendo inutilizzabili pozzi d’acqua potabile e terreni coltivabili. Possono inoltre intasare le tubature e le reti fognarie ostacolandone il processo di depurazione.

Come evitare l’inquinamento domestico

Dopo aver parlato di cos’è l’inquinamento domestico, le sue cause e i suoi pericoli passiamo a parlare di come evitarlo. Infatti con alcune buone abitudini e un po’ di attenzione si può evitare o ridurre notevolmente.

Crediti foto: Crema Joe su Unsplash.

Ecco alcune buone pratiche :

  1. Evitare o limitare, se possibile, l’utilizzo di prodotti che contengono tra gli ingredienti: methylene chloride, benzene, solitamente contenuti in solventi, pitture spray.
  2. Controllare gli ingredienti dei prodotti di igiene sul sito dell’ECHA (European Chemicals Agency) che raccoglie informazioni sulla tossicità per l’ambiente e la salute di moltissime sostanze chimiche.
  3. Evitare deodoranti spray o cosmetici a spruzzo (come la lacca) i deodoranti per ambiente o candele sintetiche.
  4. Prediligere prodotti per la pulizia della casa biodegradabili e prodotti con materiali naturali (come acido citrico, bicarbonato di sodio…).
  5. Evitare di fumare tabacco in casa e in luoghi chiusi.
  6. Arieggiare bene gli spazi, almeno 20-30 minuti al giorno, soprattutto se si vive in spazi verdi, circondati da aria fresca o durante l’utilizzo di pitture etc.
  7. Limitare i lavaggi a secco o preferire lavanderie ecologiche che limitano l’utilizzo di prodotti cancerogeni quali perchloroethylene.
  8. Considerare l’acquisto di un filtro per l’aria se si vive vicino a ad una strada trafficata.
  9. Pulire regolarmente i filtri di aria condizionata e sistemi di riscaldamento.
  10. Ventilare la cucina quando si usano i fornelli ( sia a gas che elettrici).
  11. Considerare la sostituzione di fornelli a gas con fornelli elettrici per ridurre sensibilmente le emissioni di COV: i fornelli a gas contribuiscono infatti fino ad un terzo del diossido di azoto presente in casa.
  12. Non utilizzare le scarpe dentro casa per evitare di portare in giro i metalli pesanti dell’inquinamento urbano.
  13. Raccogliere gli oli usati in un recipiente per poi portarli negli appositi centri di raccolta e in nessun caso versarli negli scarichi.
  14. Non buttare negli scarichi materiali inquinanti liquidi (come vernici, solventi e medicinali) o solidi (come cottonfioc, chewing-gum, assorbenti, pannolini, cerotti e cotone).

L’inquinamento domestico è un fattore spesso sottovalutato che ha ricadute sull’ambiente e sulla nostra salute. Per fortuna però esistono sempre più strumenti che permettono, anche a chi non è esperto, di trovare informazioni affidabili e autorevoli per tutelarsi e fare la propria parte per quanto riguarda la salvaguardia ambientale. Avviare ad un  corretto smaltimento le diverse sostanze che sono presenti nelle nostre case da un lato e cercare di ridurre il più possibile l’utilizzo di quelle che hanno un impatto maggiore ( e magari non sono necessarie) dall’altro sono azioni di estrema importanza.

Eravate a conoscenza di questa problematica? Riuscite a mettere in atto tutti i consigli presenti nel nostro articolo? Pensate che si dovrebbe fare una maggiore informazione su questi temi?


*Bio dell’autrice: Giulia. Classe ’93, passaporto italiano ma animo vagabondo.
Dopo alcune esperienze di vita in diverse città europee si è trasferita negli USA, dove lavora nel Digital Marketing. Il suo sogno più grande è quello di poter lavorare un giorno nel Green Marketing.
Porta avanti con passione il suo blog FeelinGreen dove condivide trucchi, consigli, riflessioni e tanto altro del suo (imperfetto ma constante) percorso verso uno stile di vita più sostenibile e responsabile.

Crediti foto copertina: JESHOOTS.COM su Unsplash. Questo articolo è stato scritto da Giulia in collaborazione con Teresa e Elisa

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