Guide Zero Waste, Zero Waste

Guida ai pannolini lavabili per genitori titubanti

Per un neo-genitore apprendista zero waste, i pannolini lavabili sono una scelta ovvia: si calcola che dalla nascita, per ogni bambino vengano utilizzati circa 4.000 pannolini usa e getta, il che corrisponde a uno spreco di risorse naturali limitate nonché a 150 kg circa di rifiuti non riciclabili.

Per chi non volesse lasciare il ricordo delle prime deiezioni dei propri figli alle prossime otto generazioni, la prima tappa è visitare i diversi siti di associazioni e blog sparsi per il web. Questo perché, sebbene i pannolini lavabili siano la scelta più logica per l’ambiente, a volte è difficile conoscere qualcuno che li abbia utilizzati.

I pannolini lavabili sono davvero una missione impossibile? Ed è fattibile usarli anche per chi non ha voglia di complicarsi troppo la vita? Incluse, per esempio, quelle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano e che non hanno amabili nonne e zie a disposizione?

Una breve ricerca online e su Instagram vi rincuorerà immediatamente: i genitori che li usano abitualmente sono tanti e i pannolini lavabili si sono evoluti, con modelli semplici da usare e da lavare. Le mamme della Rete possono affermare con soddisfazione che usare i pannolini lavabili è fattibilissimo e che non richiedono più tempo rispetto a quelli usa-e-getta. Ma partiamo per ordine.

I vantaggi

I benefici per l’ambiente non si fermano alla montagna di rifiuti evitati: un’indagine indipendente dell’ Agenzia per l’Ambiente Inglese ha constatato che i pannolini lavabili emettono il 49% di CO2 in meno rispetto agli usa-e-getta (posto che si facciano asciugare all’aria, si lavino non oltre i 60 gradi e con lavaggi a pieno carico).

La salute del bebè. È notizia recente che l’ANSES, l’Agenzia Francese per il Cibo, l’Ambiente, e la Sicurezza occupazionale, ha recentemente riscontrato tracce di sostanze chimiche nocive bandite in Europa da oltre 15 anni solitamente presenti nei fumi del diesel e di sigaretta (tra cui il glifosato), in svariate marche di pannolini usa-e-getta, alcune delle quali vendute come ‘ecologiche’. Secondo l’ANSES, in mancanza di dati sui parametri di sicurezza di queste sostanze, non é possibile escludere danni alla salute dall’utilizzo di pannolini che le contengono.

Vantaggi anche per la pelle del bebè. Molti dei genitori che utilizzano i pannolini di stoffa, ammettono di non aver mai utilizzato creme per il pannolino. Questo perché nei pannolini di stoffa la pelle è a contatto con materiali traspiranti, che prevengono la proliferazione batterica, una delle cause principali di rash cutaneo.

Infine, non sono da sottovalutare i benefici economici. Utilizzare i pannolini lavabili porta a un risparmio economico che varia in base al costo delle forniture di acqua ed elettricità, la frequenza dei lavaggi, nonché al costo dei pannolini usa e getta che si utilizzerebbero in alternativa. Diversi siti, mettendo insieme questi fattori stimano il risparmio intorno ai 500-700 Euro all’anno, considerando un utilizzo di due anni e mezzo per un solo bambino. Il potenziale risparmio cresce notevolmente comprando pannolini lavabili di seconda mano e/o riutilizzandoli per più figli. Inoltre, molti Comuni hanno previsto degli incentivi per chi sceglie questo tipo di pannolini, con un contributo che arriva a coprire circa il 50% della spesa sostenuta.

Passiamo ora a quelle che potrebbero essere le perplessità:

Ma davvero non richiedono più lavoro?

Il tempo necessario a metterli dipende dal modello. Ad esempio, i pannolini “All-In-One” (AIO) ovvero quelli che hanno il panno assorbente interno e la fodera impermeabile cucite insieme si mettono esattamente come gli usa-e-getta. Alcuni modelli hanno una linguetta che è necessario inserire o piegare all’interno prima, ma non richiedono assemblaggi ulteriori. Per questo motivo gli AIO sono particolarmente facili da usare anche da nonni, tate, insegnanti d’asilo etc. Allo stesso modo i pocket, che hanno una mutandina assorbente in cui si inseriscono gli inserti, possono essere “preparati” in anticipo, in modo da ridurre i tempi.

Questa illustrazione riassume le tipologie disponibili in commercio e i passaggi per la preparazione:

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 Una volta utilizzato il pannolino si può riporre in un bidone dedicato, foderato con una borsa di garza o di rete. Quando la borsa è piena basterà afferrarne l’estremità e buttarla dentro alla lavatrice con il detergente. Non è necessario aprire la borsa, toccare i pannolini o aprirli: la forza centrifuga della lavatrice sará sufficiente per espellere i pannolini all’esterno della borsa. Una volta finito il ciclo di lavaggio basta appendere il tutto ad asciugare. Il tempo di asciugatura puó variare da alcune ore a un giorno in base alla temperatura esterna e al tipo di tessuto (il bambù è il tessuto piú assorbente ma anche il più lento ad asciugare).

In breve, no, con un poco di organizzazione i pannolini di stoffa non richiedono più lavoro: invece di svuotare il bidoncino dei pannolini nella raccolta indifferenziata lo si getta in lavatrice. E il tempo che si spende nello stenderli ad asciugare (circa 5 minuti ogni due giorni) è pressapoco il tempo che spenderemmo a scendere al negozio sotto casa per comprare un pacco di usa-e-getta.

È necessario pre-trattare? No, non sempre. Semplicemente, quando il bebè avrà iniziato a mangiare cibi solidi, potrebbe essere necessario rovesciare il contenuto solido del pannolino usato nel wc.

Sono necessari più cambi rispetto agli usa e getta? Secondo lo studio sopracitato dell’agenzia inglese per l’ambiente, in media un bambino indossa 4,2 pannolini usa-e-getta al giorno contro i 4,3-4,7 cambi al giorno necessari per i pannolini di stoffa. In sostanza il numero di cambi é praticamente lo stesso.

Perdono più facilmente? Non piú degli usa-e-getta. Come con quelli tradizionali ci vorranno alcuni giorni per imparare quanto spesso il proprio bebè va cambiato, quanto stringere la chiusura e il grado di assorbenza di ciascuna tipologia.

Come fare quando si è fuori casa? È consigliabile portarsi dietro una bustina impermeabile dove riporre i pannolini usati (dopo aver rovesciato l’eventuale contenuto solido nel wc). Alcuni fasciatoi portatili dispongono di tasche in tessuto impermeabile e risultano particolarmente pratici.

Ok, nel lungo termine si risparmia, ma a quanto ammonta la spesa iniziale? Un pannolino lavabile nuovo costa tra 10 e i 28 Euro. I pannolini in due o tre “pezzi” possono risultare più economici in quanto consentono di riutilizzare lo stesso involucro esterno più volte durante il giorno, cambiando soltanto la parte interna, riducendo il numero di involucri esterni che è necessario acquistare a 3-4. La spesa iniziale può variare tra i 150 e i 400 Euro in base al modello e alla quantità acquistata. L’opzione seconda mano in questo caso è molto più conveniente; infatti è possibile trovare pannolini usati per una frazione del prezzo. Inoltre, non è per forza necessario acquistarli tutti subito, anzi è forse consigliabile iniziare comprandone tre/quattro di modelli diversi. Vi renderete presto conto di quelli con cui vi trovate meglio, e potrete così completare la scorta a poco a poco, con quelli che vi piacciono di più. È comprensibile che, non sapendo se i pannolini di stoffa facciano per voi, non vogliate investire centinaia di Euro per acquistarli. In questo caso consigliamo caldamente di rivolgervi alla pannolinoteca più vicina, dove vi sarà possibile prendere a prestito gratuitamente modelli diversi per testarli. E se questa opzione non fosse disponibile, alcuni siti online, come TheNappyLady, offrono l’opzione di affittarli ad un costo più basso rispetto al costo di utilizzare usa-e-getta per la stesso periodo di tempo.

– Quanti ne occorrono? 15-20 pannolini lavabili permettono un’autonomia di due giorni e mezzo, ovvero consentono di poter effettuare un lavaggio ogni due giorni, lasciando inoltre il tempo ai pannolini di asciugare. Poter lavare a giorni alterni comporta l’ulteriore vantaggio di ridurre il lavoro e di poter utilizzare la lavatrice a pieno carico.

Quando iniziare? Per massimizzare i benefici sarebbe utile cominciare quanto prima, tenendo peró in conto che nelle prime 3-4 settimane il bebè potrebbe essere troppo piccolo per i pannolini a taglia unica. Per le prime settimane, è quindi consigliabile ricorrere a pannolini lavabili in taglia neonato, possibilmente di seconda mano visto che si utilizzeranno per un periodo davvero breve. In alternativa potreste iniziare con pannolini biodegradabili, avendo peró cura di controllare se nel vostro municipio i pannolini biodegradabili possono essere conferiti nell’umido. In caso contrario andrebbero buttati nella nell’indifferenziato. È importante sottolineare che anche una sostituzione parziale dei pannolini usa-e-getta rappresenta un contributo importante; per esempio, potreste iniziare utilizzando i pannolini lavabili soltanto per la notte ed estenderne gradualmente l’uso al resto della giornata.

– Quale tipologia utilizzare? La scelta è davvero infinita, per chi ama la semplicità i più pratici sono i sopracitati ‘AIO’, ma come già accennato ci sono anche modelli meno veloci da mettere ma piú economici in cui si mettono separatamente parte assorbente e involucro impermeabile.

Quanto alla taglia, sempre in nome della semplicità e del risparmio, sono consigliati i modelli Taglia-Unica o One-Size ovvero pannolini fatti per essere indossati da un mese fino ai tre anni. La grandezza si regola con file di bottoncini che possono chiudersi espandendo o restringendo il pannolino seguendo la crescita del bambino. Ci sono inoltre differenti tipi di chiusura, alcuni si chiudono con bottoncini mentre altri si chiudono con il velcro, questi ultimi sono particolarmente facili da utilizzare. Riguardo ai materiali, l’esterno è quasi sempre in materiale impermeabile, solitamente poliuretano. L’interno puó essere in fibre naturali (quali bambú e cotone biologico) quanto sintetiche. Se i materiali naturali hanno il beneficio di lasciare traspirare la pelle, richiedono più tempo per asciugare. Alcune marche dispongono di certificazione Oeko-Tex, che certifica l’assenza di sostanze chimiche nocive alla salute nel prodotto finito, una caratteristica sicuramente raccomandabile.

Cos’altro mi serve per iniziare? Oltre ai già citati 15-20 pannolini, vi serviranno:

  • tre/quattro inserti di stoffa (‘boosters’) da utilizzare come rinforzo per la notte
  • un bidone con coperchio da tenere vicino al fasciatoio
  • una/due borse a rete da inserire dentro il bidone
  • una busta impermeabile per conservare i pannolini usati per i cambi ‘fuori sede’.

Dove si comprano? La soluzione più ecologica ed economica è senz’altro cercarli di seconda mano: potete cercare nei negozi dell’usato per bambino, bacheche online, gruppi Facebook come “Pannolini lavabili e supporti bebè”, o annunci locali. Se preferiti comprarli nuovi e non avete negozi vicino a casa è consigliabile acquistarli su siti di rivenditori online. Questi siti offrono il vantaggio di poter comprare diverse marche in un’unica transazione pagando le spese di spedizione una sola volta, dispongono di recensioni, spiegazioni e a volte persino di un formulario (come questo) che in base alle vostre preferenze e alla caratteristiche del bebè, vi aiuterà a trovare il modello adatto.

Altri suggerimenti? Per ottimizzare i benefici ambientali ed economici dell’utilizzo dei pannolini di tela suggeriamo:

  • Acquistarli di seconda mano e /o riutilizzarli per piú bambini
  • Asciugarli all’aria senza utilizzare l’asciugatrice se possibile
  • Se dovete comprare una nuova lavatrice compratene una a carico frontale (consumano quasi la metá dell’acqua rispetto a quelle che si caricano dall’alto) e con un’alta classe di efficienza energetica A+/A+++
  • Non è necessario effettuare lavaggi sopra i 60 gradi
  • Effettuare lavaggi a pieno carico, se possibile aggiungendo altri indumenti, come la biancheria.
  • Non utilizzare bicarbonato di sodio o aceto e limitare l’uso del detersivo (ecologico) nel lavaggio: potrebbero indurire la stoffa limitandone l’assorbenza nel tempo.
  • Non utilizzare creme per il pannolino a base di ossido di zinco o petrolati direttamente a contatto con il pannolino. Questi ingredienti potrebbero rimanere impregnati nella stoffa limitandone l’assorbenza.

Utilizzate pannolini lavabili o state per iniziare? Fateci sapere le vostre impressioni commentando i nostri post a tema sul nostro gruppo Facebook o su Instagram usando gli hashtag #retezerowaste #teampannolinilavabili

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Questo articolo è stato scritto da Teresa, in collaborazione con Lucia e Marianna.

Teresa, montanara d’Emilia, amante della città, ha vissuto a Milano, Glasgow, Roma, Göteborg e Washington D.C. Attualmente vive a Barcellona con la sua famiglia scandinavo-mediterranea: una gatta calico, il fidanzato e il loro bebè. Ricercatrice e dottoranda in economia ambientale, racconta il suo percorso da aspirante minimalista e zero waster su Instagram (@eco.minimal).

Le immagini utilizzate in questo articolo sono di proprietà delle autrici.

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