Fashion Revolution week #WhoMadeMyClothes
Guide Zero Waste

Fashion Revolution week, 6 azioni per fare la differenza

 Dal 23 al 29 aprile torna la Fashion Revolution week.

Iniziativa globale che nasce per sensibilizzare le persone riguardo al tema delle filiere produttive del mondo della moda.

Una call to action per incoraggiare milioni di persone a essere curiose e consapevoli su come vengono prodotti i vestiti che indossano. Come ogni anno per un’intera settimana i social verranno invasi da foto come quella qua sotto: con un capo d’abbigliamento indossato al contrario, accompagnata dall’hashtag #WhoMadeMyClothes (letteralmente, chi ha fatto i miei vestiti). L’obiettivo è chiedere alle case produttrici chi realizza i capi da loro venduti.

Numerosi marchi dell’industria della moda operano in modo poco trasparente, sfruttando i lavoratori e danneggiando l’ambiente. La situazione, giunta a un punto di non ritorno, necessita una vero e proprio cambio di passo. “Per quanto possiamo amare la moda, non vogliamo i nostri vestiti a costo della vita delle persone o del nostro Pianeta” cita il sito Fashionrevolution.org.

Fashion Revolution week #WhoMadeMyClothes

Proprio così, e siccome tutti nel nostro piccolo possiamo dare un contributo, ecco una lista di cose che possiamo mettere in atto sin da subito per dare un senso concreto alla #fashionrevolution.

  1. Qualità Compra meno e meglio. Un concetto che è anche alla base della filosofia zero waste: prediligere la qualità alla quantità. In questo modo avremo la garanzia di un prodotto migliore, che tendenzialmente durerà di più. Imparate a conoscere i diversi tipi di tessuto e orientatevi verso materiali costituiti da fibre naturali come cotone, lino, seta e lana. Scegliete i pezzi essenziali su cui far ruotare il vostro abbigliamento e investite su questi (ciascuno in base alle proprie possibilità). Per questi capi permettetevi di scegliere la miglior qualità e magari aspettate il periodo dei saldi per trovare offerte più vantaggiose.
  2. Seconda vita ai vestiti Rinnovate un vecchio capo. Se qualcosa non vi piace più portatelo dalla nonna, zia o sarta per migliorarlo e renderlo di nuovo utilizzabile. A volte capita di cambiare taglia o di stufarsi di un modello senza riuscire a buttarlo o regalarlo. Allora perché non donargli nuova vita? Una modifica anche piccola può davvero fare la differenza. Un vestito dal taglio antico può trasformarsi in una gonnellina, una camicia over size da uomo può diventare un vestitino!
  3. Mercatini vintage Acquistare nei mercatini vintage, nei negozi di seconda mano o nei charity shop oltre che divertente può essere una fonte di ispirazione. In questi luoghi infatti si possono trovare capi di ogni epoca da mescolare fra loro per uno stile unico e personalizzato. Obiettivo quasi impossibile da realizzare acquistando nelle grandi catene dove tutto è standardizzato e impersonale. Le offerte second hand sono molte e – con un po’ di fortuna e fiuto – non è raro scoprire pezzi davvero pregiati.
  4. Donazioni“Your trash is someone’s treasure” per citare un celebre modo di dire inglese. Ebbene sì: ciò che per qualcuno è privo di valore, per altri è un tesoro. Allora perché non donare i vestiti ancora buoni (non quelli consumati) che non usate più? Anziché farli invecchiare nell’armadio regalate un sorriso a chi non può permettersi un cambio di guardaroba ad ogni stagione. Esistono numerose associazioni serie che si occupano della raccolta e dello smistamento dei capi di abbigliamento da evolvere in beneficenza.
  5. Swap Rinnovate il vostro guardaroba senza comprare nuovi vestiti organizzando uno swap party con amiche e conoscenti. Spesso ci stanchiamo di un capo anche se ancora in buone condizioni. Per questo scambiarsi i vestiti può rappresentare un modo simpatico per aggiungere qualcosa di nuovo al nostro guardaroba liberandoci di pezzi che finirebbero in fondo all’armadio. Per saperne di più sullo swap cliccate qui!
  6. App Siamo nel ventunesimo secolo e uno dei benefici delle tecnologie è anche questo, la possibilità di fare rete e…business in rete! Esistono infatti diverse applicazioni (come ad esempio Shedd o Depop) dove è possibile vendere i propri vestiti. È semplicissimo: scattate la foto al capo incriminato, riportate la taglia, decidete il prezzo, pubblicate e aspettate di essere contattati da una futura cliente. Nel frattempo evitate di acquistare tutto ciò che appare in bacheca (tentazione legittima) o vi ritroverete punto a capo! 😀Fashion Revolution week #WhoMadeMyClothes

Non rimaniamo immobili, il cambiamento parte da ciascuno di noi!

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