Guide Zero Waste

Vivere zero waste… a casa con i genitori

Iniziare un percorso verso una vita sostenibile in giovane età è sicuramente qualcosa di molto apprezzabile, ma comporta anche notevoli difficoltà, prima tra tutte il fatto di vivere ancora con i propri genitori. Che si tratti di un adolescente o di un ragazzo più grande, che i genitori siano tolleranti o contrari a questa scelta, la difficoltà di iniziare un percorso zero waste quando si è ancora in seno alla famiglia è indubbia.

Le difficoltà che si possono incontrare

Spesso vivendo con i genitori non si è indipendenti economicamente, e di conseguenza si è poco o per nulla inclusi nelle scelte che riguardano la casa. Non avere potere decisionale significa non avere possibilità di parola per quanto riguarda l’alimentazione, la spesa, le pulizie, i nuovi acquisti, la gestione delle utenze. Tutte realtà che vengono modificate quando si vuole intraprendere un percorso zero waste.
A complicare le cose, capita che magari se abbiamo appena iniziato il nostro percorso, può esser difficile far recepire la novità ai propri parenti. Anche perché noi stessi stiamo ancora imparando come si fa.

Dobbiamo comunicare quanto sia importante per noi, perché se poi in famiglia non troviamo il sostegno o l’interesse che vorremmo, alla lunga potrebbe essere demotivante. E potremo addirittura arrivare a pensare che non sia possibile farlo quando si vive ancora in casa con loro, e di rimandare a quando potremo “decidere tutto noi”.

Ma niente paura! Per aiutare chi si sente un po’ scoraggiato da queste difficoltà, abbiamo creato una piccola guida ricca di spunti che speriamo troverete utili… da applicare a partire da adesso!

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Spiegare le proprie motivazioni

Per avere la comprensione e il sostegno che ci servono, dobbiamo spiegare le motivazioni che ci portano a voler fare quella scelta. Spiegare pazientemente le motivazioni dietro questo percorso è un’attività che non potremo mai tralasciare nella nostra vita da zero waste. Proviamoci anche con loro!

Il peggio che potrebbe accadere, è di metter loro la pulce nell’orecchio e spingerli ad informarsi.

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Renderli partecipi del proprio percorso

L’appoggio incondizionato dei genitori in una scelta di vita zero waste non è un requisito indispensabile. Ma sicuramente sarebbe bello avere il loro sostegno, o addirittura affrontare questi cambiamenti insieme.

Se la loro prima reazione fosse negativa e di netto rifiuto, non gettate subito la spugna. Potrebbe essere un comportamento dettato più dall’incomprensione e dalla sorpresa, piuttosto che un reale rifiuto. Tutt* coloro che affrontano questo percorso hanno un aneddoto su un loro parente/amico che si è trasformato da sabotatore a sostenitore.
Con calma e pazienza, provate a coinvolgerli.

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Fare (gentilmente) opera di convincimento

In ogni famiglia ci sono dei valori che sono più sentiti rispetto ad altri. Per fare presa sui vostri parenti, cercate di individuare quale siano, e usateli come base per le vostre argomentazioni.

Dimostrate loro che, oltre ai benefici per l’ambiente, essere zero waste rende alcune faccende meno faticose.
Per esempio: invece di trasportare le cassette dell’acqua dal supermercato fino a casa, riempire una bella brocca dal rubinetto non comporta nessuna fatica. Prendere le foglioline di basilico e il prezzemolo dalle piantine in balcone è più rapido e soddisfacente, rispetto a dover uscire per andare ogni volta a comprarne un rametto destinato ad appassire presto.

Se i vostri genitori si sono dimostrati impermeabili a tutti questi argomenti, forse ce n’è uno che potrebbe conquistarli. Puntate al loro… portafoglio!

Acqua del rubinetto, frutta e verdura sfusa anziché imballata e tagliata, niente piatti e posate di plastica da comprare regolarmente, niente usa e getta vari, niente scottex e cellophane, meno soldi per i detersivi, scambiare e comprare usato, evitare di sprecare il cibo con ricette anti-spreco. Tutto questo ha pochissimo impatto sul portafogli!

E se invece parlassimo della salute? Forse potrebbero essere sensibili all’idea che la plastica venga rilasciata a contatto con gli alimenti, nella cottura e nella conservazione, e che gli effetti a lungo termine sul nostro organismo non sono ancora conosciuti.

Qualsiasi sia la problematica che sta più a cuore alla vostra famiglia, dalla genuinità del cibo all’estetica dei barattoli, informatevi in che modo lo stile zero waste potrebbe dare un contributo positivo, e non lasciatevi sfuggire l’occasione di sottolinearlo.

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L’importanza di essere propositivi

Quando vi sembra non vi venga data alcuna possibilità di scelta, provate a proporvi voi volontari per fare quel determinato compito al posto loro. Spesso se i vostri genitori non vi danno retta e rifiutano i cambiamenti che proponete, è perché pensano che comporterebbero più fatica per loro. Dimostrate che, al contrario, guadagnerebbero un/a aiutante insperato!

Per esempio: offritevi di andare voi a comprare la frutta e la verdura, e scegliete quella non imballata nella plastica. Fate voi le pulizie, e usate bicarbonato, sapone di Marsiglia e acido citrico anziché flaconi industriali. Oppure offritevi voi di andare a comprare i detersivi, ma boicottate il supermercato e invece andate nel negozio che li vende sfusi. Fate una torta per tutti, per una colazione senza merendine preconfezionate. Andate voi a comprare quello che serve agli animali di casa, e scegliete il cibo sfuso o almeno in cartoncino, e la lettiera compostabile.

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E se niente funzionasse?

Se nessuno dei nostri suggerimenti fosse applicabile alla vostra famiglia, ci sono delle cose che potete applicare anche voi, nel vostro piccolo, ricordandovi che ogni passo è un importante passo avanti nel vostro percorso. Ecco alcuni semplici esempi di grande impatto:

    • iniziate dai cambiamenti che non richiedono nessuna spesa iniziale (chiedere da bere senza cannuccia, rifiutare i campioncini, usare i riutilizzabili che già avete in casa…);
    • concentrate i vostri sforzi verso gli acquisti che gestite voi direttamente (i vostri vestiti, prodotti di igiene personale e bellezza, …);
    • organizzate le merende e i pasti fuori casa portandovi frutta o pietanze da casa;
    • usate una borraccia e portatela sempre con voi;
    • per altre idee, scaricate la nostra guida con i primi semplici passi per iniziare.

Noi della Rete Zero Waste vi facciamo i migliori auguri per il vostro percorso. Fate sentire la vostra voce, avete provato qualcuno dei suggerimenti di questa guida? Cosa ha funzionato e cosa no con la vostra famiglia?

3 thoughts on “Vivere zero waste… a casa con i genitori”

  1. Articolo molto interessante. Io vivo con il mio compagno e non ho avuto problemi a iniziare questo percorso. Tuttavia, ogni volta che torno a casa di mia madre o di mia suocera vedo rifiuti inutili gettati nell’indifferenziato: anche facendolo notare, non cambieranno mai mentalità. Sono restii in tutto, anche quando si dice loro che con piccoli gesti si potrebbe rendere più pulito il futuro dei loro figli e nipoti. Pensano che non spetti a loro il compito di ridurre i rifiuti, ma alle autorità, visto che si paga una tassa apposita. Soprattutto sono spaventati all’idea di tornare al mondo meno consumistico in cui sono cresciuti (mi riferisco a persone di circa 60 anni).

    1. Ciao Lucia, purtroppo le differenze generazionali sono sempre difficili da superare, l’esperienza personale di molte di noi è simile alla tua! Ma ci è sembrato di notare che spesso, quello che ha maggiore effetto per ispirare anche i nostri genitori al cambiamento, è il lento e paziente esempio pratico con i nostri gesti.
      Più che evidenziare un loro comportamento (che potrebbe indurli a chiudersi ancora di più), prova a proseguire con il tuo percorso, chiedendo o usando alternative zero waste anche quando sei da loro. Vedere che con tranquillità bevi dal rubinetto, oppure che senza battere ciglio tiri fuori il tuo tovagliolo di stoffa dalla borsa, potrebbe piantare un seme anche nella loro routine “sprecona”!
      Facci sapere se riesci a fare breccia anche in loro grazie al tuo esempio, sarebbe molto bello avere aggiornamenti positivi.
      Delia

      1. Cara Delia, grazie della tua risposta. Farò tesoro dei tuoi consigli. Nel frattempo, continuo a seguire questo blog.
        A presto

        Lucia

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